Santa Maria Rossa foti di Aga Khan
Santa Maria Rossa foti di Aga Khan

Santa Maria Rossa

Santa Maria Rossa. Una fermata della metro verde, un antico borgo nella campagna milanese e oggi un quartiere periferico della città. Crescenzago vale molto di più di una stazione. Non bastasse il passaggio del naviglio martesana con quel valore paesaggistico aggiunto di una zona che sa esser bella e poetica a dispetto della febbre edilizia che l’ha travolta.

Oltre al naviglio dicevamo, qui si trova una delle chiese più belle ed antiche e naturalmente sconosciute, del territorio milanese. Le origini qui sono addirittura precedenti l’anno 1000 con una primitiva cappella di cui ben poco resta. La chiesa di Santa Maria Rossa ne prende il posto nel 1140 come canonica. Qui vivevano in comunità dei Sacerdoti non dei monaci. Già trent’anni più tardi si allarga fino ai comuni limitrofi. Molti Papi si interessano alle vicende di questo complesso che seguiva la regola agostiniana. Grossi cambiamenti si hanno durante la lotta tra Torriani e Visconti quando il complesso diventa un accampamento ed un rifugio per gli esuli politici milanesi, tra cui Matteo Visconti. Per inciso, è lo stesso Matteo che farà erigere la Cappella Visconti in S. Eustorgio. La chiesa è un bel esempio di romanico lombardo nonostante le compromissioni ottocentesche. Al suo interno sono tornati alla luce gli affreschi trecenteschi dell’abside, splendidi, mentre qui era ospitato anche un trittico del Bergognone, rubato e ritrovato, ma conservato oggi altrove. Qui ne è stata riportata una copia. Degradata al rango di parrocchia nel ‘700, Santa Maria Rossa cela ancora un mistero. Matteo Visconti muore qui, nascostosi dopo una condanna per eresia. Per paura che il feretro venissi mandato al rogo, non viene mai rivelato il luogo preciso della sepoltura. Uno dei Visconti più influenti della storia milanese aspetta ancora di essere ritrovato, qui da qualche parte.