Guenzati: altri generali dopo Napoleone

Premessa: da quando abbiamo scritto quanto qui sotto leggerete, con la ditta Guenzati ci siamo visti e sentiti decine di volte. Alcune cose sono cambiate, ma… la situazione rimane la stessa. Scoccia dirlo, ma dopo un anno la nebbia è ancora spessa. A questo punto non ci resta altro da fare che…alzare la voce (ma sempre con educazione, eh!)

248 anni e non sentirli. Avete letto bene: 248. Non è un refuso. Sono proprio 248 anni gli anni di attività della ditta Guenzati. «Fondata nel 1768 da Giuseppe Guenzati. Il negozio più antico di Milano», mi dice questa mattina  Luigi Ragno, facendo finta di dimenticare che tante volte ne abbiamo parlato ed altrettante ha accolto noi ed I nostri ospiti per il giro dedicato alle botteghe storiche. Una chiaccherata quella di questa mattina che ti lascia l’amaro in bocca. Entrare in questa bottega (sì, io continuo a chiamarla così) ti inorgoglisce: pensi a quante persone sono passate in oltre due secoli da qui. Quanti acquisti, quante domande, quante spiegazioni, racconti, storie, aneddoti. Quante mode ha visto passare, quanto volti qui sono specchiati, ammirati. Quante gente qui ha lasciato un pezzo della sua storia. E quanta storia questa bottega ha lasciato loro.

Già, ha lasciato. Perchè, qualora non lo sappiate, la ditta Guenzati potrebbe chiudere. Non perchè stanca e vecchia, ma perchè non gli verrà rinnovato il contratto d’affitto. La proprietà vuole cambiare faccia al palazzo. Modernità è quello che si vuole. E per questa modernità, per la quale in altri luoghi e per altre circostanze ci siamo battuti, in questo caso può cancellarci un simbolo della nostra storia. Un nostro simbolo, di noi tutti che a Milano siamo nati, cresciuti.

Il sorriso è amaro. Ma si cerca di non perderlo. Ed io sorrido ancora di più pensando che neppure Napoleone nè gli austriaci siano riusciti a scalfire la ditta Guenzati. Che non una ma ben due guerre mondiali non abbiano intaccato questa meravigliosa storia. E che invece oggi, anno 2016, sia un’assicurazione a voler distruggere tutto questo.  Assicurazione…. Se giocassimo sul significato ci sarebbe ancora più da ridere, se non ci venisse da piangere.

Se vi state domandando che cosa possiamo fare noi, la risposta è ahimè una. Nulla. Ma se al noi aggiungete il voi, allora qualche cosa forse potremmo farla. Pur sapendo che dall’altra parte dello schieramento, c’è qualcuno di molto più grande, solido, di noi tutti messi assieme, abbiamo per lo meno una carta da poterci giocare. Quella della nostra voce. Possiamo farci sentire, non 100 ma 100 mila volte, facendo sentire che no, non siamo d’accordo. Che sì, una soluzione alternativa la si può trovare. C’è sempre un piano B. E se questo piano vuol dire lasciare un’impronta che a Milano ha fatto la storia, allora la nostra voce può arrivare lontano. Perfino a Trieste. In fin dei conti Napoleone era più distante.

Ecco la pagina Facebook delle botteghe storiche di Milano: www.facebook.com/Botteghestorichedimilano/

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